Brut e Dry significato differenze

Cosa significa Brut e Dry: Significato e Differenze

Chi apprezza i vini e tiene a sceglierli accuratamente in previsione di un pranzo, una cena o un’occasione conviviale, si trova spesso davanti a un dilemma: Brut o Dry? La risposta è: dipende… dai gusti, dal cibo che si intende servire in accompagnamento. Scoprite oggi significato e differenze tra queste due tipologie di vino, insieme a noi di Corte Bacaro: entreremo nel dettaglio della classica classificazione degli spumanti parlando di residuo zuccherino, abbinamenti e orientamento nella scelta al momento dell’acquisto, interessanti cenni storici all’origine di questi due termini. La differenza tra Brut e Dry non sarà più un ostacolo!

Partiamo dalle basi: i termini “Brut” e “Dry” sono aggettivi che rappresentano rispettivamente una ben precisa tipologia di vino: entrambi vogliono dire “asciutto” e “secco” solamente che il primo è di origine francese mentre il secondo è di origine inglese. Molti credono siano due parole intercambiabili ma non è così, sono molto differenti. Si indica se un vino è Dry oppure Brut in base a quanto residuo zuccherino ha: inferiore è questo valore e più il vino è secco e, nello specifico, il vino è definito Brut se il valore è inferiore a 12 g/l mentre è Dry se il valore è inferiore a 32 g/l. Il che significa, in sostanza, che un vino uno spumante Brut è più secco e asciutto di uno spumante Dry. Nel mezzo esistono altre sfumature sempre determinate dal residuo fisso.

 

 

 

 

 

 

 

 

Classificazione degli spumanti: il residuo zuccherino 

Facciamo un passo indietro: cos’è esattamente il residuo zuccherino o zucchero residuo nel vino? Si tratta di un valore che indica la quantità di zucchero che rimane al termine della fermentazione, oppure che deriva dall’aggiunta al vino di zucchero semolato da tavola o di mosto non fermentato – tale è una tecnica ben precisa tedesca, chiamata Süssreserve: si aggiunge al vino succo d’uva non fermentato per correggere l’equilibrio del vino e renderlo più fresco senza intaccare il titolo alcolometrico. Il residuo zuccherino in spumanti e vini non è un valore né negativo né positivo: indica appunto una caratteristica, legata di conseguenza al sapore del vino e alla sua “dolcezza”. Sì perché meno zucchero residuo caratterizza un vino e meno “dolce” questo vino risulterà… e tra Brut e Dry ci sono diverse gradazioni a separare uno spumante dolce o secco:

  • Extra Brut: 0 – 6 g/l
  • Brut: 6 – 12 g/l
  • Extra Dry: 12 – 17 g/l
  • Dry: 17 – 32 g/l

Come si nota, la differenza tra Brut e Dry è sensibile, così come la differenza tra Brut e Extra Dry.

Un po’ di storia

In Italia possiamo ricordarci facilmente la terminologia e la differenza che Brut e Dry apportano alla scelta di un vino o spumante. Così come riusciamo a facilmente a ricordarci cosa vuol dire Extra Dry e orientarci così in una corretta classificazione degli spumanti. Come avete potuto notare a inizio articolo, tuttavia, i termini Brut e Dry sono praticamente sinonimi laddove in lingua inglese è “Dry” il termine comunemente usato per “secco”: chi è di lingua inglese e non è esperto di vini potrebbe confondersi e acquistare uno spumante Dry aspettandosene uno secco… quando invece avrebbe dovuto scegliere un Brut! 

Da dove arrivano questi termini? Sono entrati nel vocabolario del vino tra il Diciannovesimo e Ventesimo secolo, per merito di un’antichissima cantina francese che si occupava di Champagne, un vino all’epoca molto dolce da fine pasto e non da brindisi come adesso. Le cose cambiarono nel 1861 quanto proprio questa cantina decise di produrre uno Champagne meno dolce per offrire ai consumatori qualcosa di completamente diverso rispetto ai competitor. Questo nuovo Champagne trovò enorme successo nel mercato inglese già incline ai sapori più secchi e asciutti… da qui, ovvero grazie al successo in Inghilterra, nasce il termine “Dry”. 

Paradossale come all’epoca uno Champagne Dry fosse secco e asciutto, mentre invece è uno Champagne dolce rispetto al Brut!

A proposito di “Brut”: questo temine entra in gioco in Francia nel momento in cui il nuovo Champagne Dry prende piede anche li, mutando i gusti dei francesi e spostando l’attenzione sullo spumante secco. Ci furono nuove produzioni su quel tenore e si iniziò a definire “Brut” (“secco”, in francese) gli spumanti e gli Champagne ancora più secchi del “Dry”… che, quindi, si confermò come versione “dolce” del Brut. 

Se avete amici inglesi ricordatevi di questa peculiarità linguistica e aiutateli nella scelta, o spiegate loro cosa aspettarsi se state per assaporare insieme un calice di spumante Dry o uno di Brut: apprezzeranno tantissimo!

Cosa vuol dire Dry? Ecco il spiegato il significato

Cosa significa Dry? Dry è un termine di origine inglese che significa letteralmente “secco”, “asciutto” e nel vino rappresenta una tipologia ben precisa di spumante. Nella classificazione degli spumanti, uno spumante Dry è piuttosto dolce perché ha un residuo zuccherino tra 17 e 32 g/l, mentre all’opposto si trova lo spumante Extra Brut che ha un residuo zuccherino tra 0 e 6 g/l ed è quindi molto più secco. 

Cosa vuol dire Brut? Ecco il spiegato il significato

Il termine Brut ha un significato simile al Dry se traduciamo letteralmente: abbiamo visto che dry in inglese significa secco, ebbene brut ha la stessa traduzione dal francese. Brut, quindi, vuol dire “secco” e “asciutto”. Nella classificazione degli spumanti, uno spumante Brut è molto secco mentre all’opposto si trova quello dolce, definito Dry. Uno spumante Brut ha un residuo zuccherino bassissimo, con un valore tra 6 e 12 g/l (il Dry, per intenderci, ha un residuo zuccherino con valore tra 17 e 32 g/l). Il Brut, tuttavia, non è lo spumante più secco in commercio: esiste anche l’Extra Brut, con un residuo zuccherino tra 0 e 6 g/l.

Ecco svelata la differenza tra Brut e Dry (dolce e secco)

Arriviamo subito al sodo: qual è la differenza tra Brut e Dry, una volta per tutte? La differenza tra Brut e Dry, per quanto la traduzione dei due termini sia la medesima, ovvero “secco”, è che Brut significa secco e dal residuo zuccherino davvero basso mentre Dry significa con residuo zuccherino alto e rappresenta quindi gli spumanti più dolci

Ricordatevi quindi di scegliere spumanti Brut o Extra Brut se ne volete di secchi e asciutti, e di scegliere invece gli extra Dry o i Dry se ne volete di più dolci. Alla fine, quindi, si tratta di una differenza che non riguarda la traduzione del termine ma la categorizzazione tra “dolce” (Dry) e “secco” (Brut).

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Significato Extra dry

Il termine Extra Dry ha un significato ben preciso: si tratta comunque di uno spumante più dolce che secco, ma leggermente meno dolce del Dry – che è quello con residuo zuccherino più alto. Se lo spumante Dry ha un residuo zuccherino pari a 17-32 g/l, lo spumante Extra Dry ne ha uno con valore compreso tra 12 e 17 g/l. 

La scala della classificazione degli spumanti inizia col valore Extra Brut – il più secco – e finisce col valore Dry – il più dolce e amabile. 

Uno spumante extra Dry è amabile e piacevole e a tavola può essere abbinato sia al dolce sia al salato. Servitelo con tartine, formaggi stagionati, pesce e crostacei.

Significato Extra brut

Uno spumante Extra Brut è il più secco a disposizione e non è da confondere con il Dry o l’Extra Dry anche se questi due termini – Dry e Brut – si traducono con lo stesso significato, “secco”. Extra Brut infatti potrebbe essere tradotto con “molto secco”, così come il termine Extra Dry visto che Dry in inglese significa “secco”… ma la differenza tra Brut e Dry non riguarda il significato letterale delle parole bensì la categoria di spumanti che rappresentano: i Brut sono gli spumanti più secchi fino arrivare all’Extra Brut che è il più secco, i Dry sono invece gli spumanti più dolci passando per l’Extra Dry che è solo leggermente meno dolce del Dry ma molto più dolce di un Extra Brut. 

Per non confonderci, ricordatevi i valori nella scala della classificazione degli spumanti, che riguarda il residuo zuccherino e quindi la dolcezza. Eccola, una classifica in crescendo dove al primo posto troviamo quello più secco e al quarto troviamo il più dolce:

  1. Extra Brut: 0 – 6 g/l
  2. Brut: 6 – 12 g/l
  3. Extra Dry: 12 – 17 g/l
  4. Dry: 17 – 32 g/l

Uno spumante extra Brut è davvero molto particolare e a tavola può essere un grande alleato, sia per creare contrasti tra un alimento e l’altro sia per esaltare la dolcezza e rotondità di alcuni particolari cibi come i formaggi freschi o i primi piatti cremosi. Non è l’ideale, invece, per i dessert. 

Come scegliere in maniera corretta uno spumante Dry o Brut

Compresa la differenza tra Brut e Dry, ci si può chiedere come scegliere in maniera corretta uno dei due, oppure tra uno e l’altro. La risposta non può essere universale perché varia per molti fattori

Il gusto personale può essere un inizio: se vi piacciono di più gli spumanti secco allora scegliere un Brut o un Extra Brut, se vi piacciono gli spumanti dolci scegliete un Dry, se vi piacciono dolci ma non troppo allora scegliete un Extra Dry. Orientatevi anche in base ai gusti dei vostri ospiti o commensali, indagando e tirando poi le somme orientando la scelta come appena descritto. 

Infine, la scelta tra uno spumante Dry o Brut riguarda anche l’occasione di servizio – pranzo, cena, tarda mattina, un brindisi, un aperitivo – e gli alimenti con cui si intende abbinarli. Alcuni alimenti sono perfetti per entrambi ovvero sia per Brut sia per Dry (formaggi, risotti, lievitati).

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Migliori abbinamenti con spumanti Dry e Brut

I migliori abbinamenti con spumanti Dry e Brut riguardano sia primi piatti sia secondi piatti, sia contorni sia dessert. Entriamo nello specifico.

Spumante Dry

Lo spumante Dry è il più dolce a disposizione con un residuo zuccherino tra 17 e 32 g/l: si sposa molto bene con molluschi, risotti, pasta con pesce, dessert soprattutto a base di frutta secca o frutti di bosco, dolci al cucchiaio, formaggi da freschi a una media stagionatura. Per uno spumante Extra Dry, valgono gli stessi suggerimenti in quanto leggermente meno dolce ma affine.

Spumante Brut

Lo spumante Brut è più secco (anche se non il più secco in assoluto, sul podio della secchezza troviamo infatti lo spumante Extra Brut, con un residuo zuccherino inferiore a 6 g/l) e si sposa a meraviglia con formaggi freschi e lattosi, carni bianche e pesce, primi piatti anche delicati, salse e lievitati salati come focacce o pane ai cereali. Gli spumanti Brut ed Extra Brut sono perfetti per un brindisi o un aperitivo, ma – a differenza dei Dry – poso adatti all’abbinamento con i dessert e i dolci al cucchiaio

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